Gruppo di Evoluzione e Crescita Personale

Prossimo incontro lunedì 26 ottobre ore 17,00.
Conduce Lelio Bizzarri Psicologo-Psicoterapeuta.

Per richiedere un colloquio di inserimento CONTATTAMI

Che cos’è: è uno spazio di condivisione in gruppo di esperienze di vita, vissuti emotivi e pensieri condotto da un agevolatore esperto in psicoterapia di gruppo che ha il compito di guidare l’esposizione di ognuno, regolare gli scambi tra i componenti del gruppo in senso empatico e rispettoso, applicare le tecniche psicoterapiche più utili al raggiungimento dell’obiettivo perseguito da chi, di volta in volta, parla di sé.

Scopi a lungo termine:

  • costituire un contesto riservato e protetto in cui condividere aspetti delicati e centrali della vita di ogni persona che partecipa al gruppo;
  • consapevolizzare emozioni e pensieri contrastanti che determinano lo stallo in particolari aree della vita;
  • integrare bisogni opposti e conflittuali in un sistema di personalità armonioso;
  • accrescere l’autostima, la convinzione nei propri mezzi e la perseveranza per ottenere il successo nello studio, nel lavoro e nelle relazioni;
  • potenziare la capacità di resistere anche nelle difficoltà più estreme e prolungate (resilienza);
  • rendere i propri bisogni e desideri la bussola della propria esistenza piuttosto che lasciarsi guidare dalle aspettative-necessità altrui;
  • elaborare un’immagine corporea coerente con le proprie caratteristiche naturali, accettando difetti-limiti che non possono essere modificati e attuando comportamenti salutari per il benessere fisico.

Cosa si fa: ogni componente del gruppo può prenotarsi per fare una sessione di lavoro che di solito dura tra i 30 e i 45 minuti. Le altre persone del gruppo ascoltano in silenzio, mentre l’agevolatore coadiuva l’esposizione per renderla più chiara, centrata sulle questioni più salienti e congruente con gli stati emotivi esperiti durante il racconto. Quando la tematica centrale e l’obiettivo del lavoro sono chiari, il conduttore, attraverso l’uso di varie tecniche, sollecita la sperimentazione di nuove modalità di affrontare le situazioni che sono state fonte di difficoltà nel passato oppure si immagina possano esserlo nel futuro. A conclusione del lavoro si possono chiedere dei Feedback Fenomenologici agli altri componenti.

Feed-back, cosa sono e come si danno: i feed-back sono delle informazioni di ritorno che le persone che hanno assistito al lavoro di un membro del gruppo forniscono a quest’ultimo. Essi hanno l’utilità far comprendere come viene percepito il suo modo di esporre ed affrontare una problematica. I feed-back non sono giudizi, ma è auspicabile che siano una descrizione di ciò che chi fornisce il feed-back:

  • ha visto rispetto alla mimica, alla gestualità e la postura di chi ha svolto il lavoro;
  • ha udito rispetto ai contenuti che gli sono apparsi più salienti;
  • ha pensato/immaginato rispetto a ciò che stesse provando chi ha svolto il lavoro;
  • ha provato mentre l’altra persona si esprimeva.

E’ importante che i feedback vengano espressi secondo questo schema per distinguere ciò che è stato effettivamente visto e udito, dai pensieri indotti e dalle emozioni sollecitate in chi fornisce il feed-back. Diversamente si rischia di attribuire i propri pensieri e le proprie emozioni all’altro fornendogli un’informazione distorta e confusiva che non tiene conto dei confini Sé/Altro.

Regole: affinché la partecipazione ai gruppi risulti un’esperienza produttiva senza frustrazioni inutili, è importante che tutti i componenti del gruppo rispettino le seguenti regole:

  • riservatezza e confidenzialità: i partecipanti si impegnano a non condividere con persone estranee al gruppo quanto accade nel gruppo stesso);
  • impegno a non frequentarsi tra loro all’esterno del gruppo (confini del setting) per consentire una totale libertà espositiva nel momento di esplorazione terapeutica;
  • scrivere il proprio nome sulla lavagna delle prenotazioni, ciò al fine di  stimolare l’assunzione di responsabilità e la scelta di lavorare su di sé prendendo lo spazio e il tempo necessario all’interno del gruppo (la scelta di prenotarsi è il primo passo per stare meglio);
  • quando un lavoro sollecita troppe emozioni viene interrotto immediatamente se la persona pronuncia l’esclamazione del “basta davvero!”;
  • comunicare l’intenzione di lasciare in via definitiva il gruppo una volta prima in modo che chi ha desiderio di fare un lavoro che coinvolga  chi sta lasciando abbia la possibilità di farlo;
  • nell’ultimo incontro che svolge un componente viene riservato uno spazio per i saluti ad ogni membro del gruppo.
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