Roma: se la scuola considera stranieri e disabili un problema, che persone cresceremo?

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Alcuni semplici concetti da tenere a mente per restare umani…

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I problemi di Pamela non c’entrano assolutamente nulla con la sua morte: E’ UNA TRAGEDIA PUNTO.

L’assassinio di Pamela NON autorizza rappresaglie sommarie verso innocenti.

Nessun crimine commesso da un immigrato giustifica sommarie politiche di discriminazione e deportazione.

Gli innocenti vanno protetti, i colpevoli puniti e resi inoffensivi quale che sia la razza, religione, etnia o ceto sociale.

Il neofascismo sta acquisendo consenso grazie alla propaganda razzista di politici e giornalisti.

Non esiste nessun fantomatico complotto per islamizzare l’Occidente.

L’immigrazione è una tragedia umanitaria conseguenza dello sfruttamento, delle guerre e dell’appoggio fornito a regimi dittatoriali.

I vani tentativi di fermare l’immigrazione e l’inclusione stanno producendo morti, torture, violenze, degrado e criminalità.

L’inclusione sociale degli immigrati è possibile: c’è tanta ricchezza da ridistribuire.

L’immigrazione pone problemi di cui essere consapevoli, ma che possono essere risolti.

Workshop “Pensavo fosse amore invece era…?”: il resoconto

XDGSWL’incontro è stato aperto con il racconto da parte degli autori che hanno illustrato come è nata l’idea di scrivere il testo sul fenomeno del Devotismo “Sesso e disabilità: un’attrazione segreta”. Sia per la dott.ssa Angeli che per il dott. De Risio sono state due esperienze dal forte impatto emotivo ad ispirare il progetto. Per la prima l’aver visitato la mostra Erotica Tour, svoltasi a Roma nel 1995, nell’ambito della quale c’erano anche stand dedicati alla pornografia che aveva per oggetto le persone disabili, le menomazioni e gli ausili. Dal canto suo il dott. De Risio ci racconta il suo incontro con i devotee citando un brano delle note degli autori riportate nel loro lavoro:

(…) da venti anni in quei luoghi preclusi ai più, i luoghi della pena che, nella nostra società segnano il confine ultimo tra chi “è nel giusto“ e chi “ha sbagliato”. In questa scatola di pietra ho raccolto gli ingredienti di quel complesso intreccio tra salute mentale, pulsione sessuale e disabilità. La storia di F., una storia apparentemente come tante, una vita ‘trasgressiva’ … una vita al limite, tra eccessi e profondi malesseri, di chi, come un funambolo, cammina sul confine ultimo, la zona d’ombra, tra il bene e il male. Dal contorno fumoso ed evanescente del suo dire, come in una ambientazione di una fumeria d’oppio lontana nel tempo, ecco prendere forma un racconto dai toni forti, tenuti in disparte, di sesso senza amore, di corpi senza movimento, di tendenze predatorie giocate sul piano della contrapposizione, di “registi” senza scrupoli, di fragili “attori”, di audaci “scenografie”, di avidi “mercanti”.

Un fenomeno, quello del devotismo quindi, che si è fatto movimento e business. Le persone devotee possono trovare un sociale di riferimento nelle associazioni che razionalizzano e giustificano questa devianza sessuale attraverso l’assunto che le persone con disabilità non verrebbero “amate” o desiderate da nessuno se non dai devotee. Solo costoro, infatti, avrebbero la capacità di vedere la bellezza che le persone normali non vedono. Negli States esiste l’associazione ASCOT-WORLD che nasce per fornire supporto a persone amputate e disabili, particolarmente veterani di guerra o vittime dell’11 settembre, al cui interno confluiscono molti devotee che, offrendo il loro aiuto pratico, hanno la possibilità di stare a contatto con persone disabili.

Le strategie dei devotee possono essere molto diverse a seconda dei contesti all’interno dei quali cercano persone da adescare: possono essere assolutamente espliciti rispetto alle caratteristiche di menomazione che la persona deve avere per soddisfare i loro desideri (vedi agenzie matrimoniali che ospitano anche persone con handicap) oppure possono assumere atteggiamenti estremamente sedutivi nei forum di persone con disabilità.

Purtroppo esiste una sorta di collusione anche da parte delle persone disabili che cercano nei devotee persone in grado di prestare loro attenzioni, che, ritengono, nessun altro darebbe loro. Attenzioni e supporto pratico per le quali ritengono di dover essere grate.

Partendo dalla convinzione che l’unica peculiarità che rende speciali e degni di attenzione è la disabilità, con tutto ciò che comporta dal punto di vista psicologico e sociale, si sarà portati a pensare che essa sia l’unica carta che può essere “giocata”. Non risulterà per ciò strano che il partner avrà una sorta di fissazione ossessiva e curiosità morbosa per i dettagli riguardanti la malattia, la disabilità, la deformità e la sofferenza.

Come detto i devotee (e purtroppo anche alcune persone disabili) razionalizzano questi atteggiamenti sostenendo che sono le uniche persone a vedere la bellezza “diversa”, in realtà essi hanno i medesimi canoni estetici delle persone normali, solo che provano un’eccitazione sessuale tanto più intensa quanto le caratteristiche fisiche di una persona si allontano dai normali canoni estetici. In altre parole più il corpo è strano e deformato più provano eccitazione.

Non esitano a fare commercio o traffico di immagini rubate dei momenti intimi della vita della persona disabile, particolarmente quelli relativi alla gestione del proprio corpo e delle parti del corpo connesse alla disabilità. L’attenzione morbosa per la menomazione fa loro perdere completamente di vista la persona e la sua sensibilità: non mostrano alcun rispetto per il pudore con cui di solito vengono trattate le parti del corpo più critiche. Le pratiche sessuali sono strettamente connesse ad esse, senza alcun riguardo per il piacere della persona disabile.

Il pericolo di traumi psicologici derivanti dall’inganno seduttivo, dalle umiliazioni a cui possono essere sottoposti a causa dell’enfasi riservata alla disabilità, nonché il rischio di abuso e sfruttamento sessuale impongono con urgenza di tracciare criteri e strumenti per individuare preventivamente le persone che hanno atteggiamenti morbosi verso la disabilità.

Alcune caratteristiche comuni sono individuabili, come detto, nell’enfasi eccessiva e morbosa per i particolari intimi della malattia, atteggiamenti di ammirazione eccessiva rispetto alla condizione di sofferenza, il collezionare immagini o materiale illustrativo inerente ausili e protesi, nonché la partecipazione ad happening relativi alla disabilità con una frequenza non richiesta dalla professione. Difficile, però, individuarli anche perché spesso svolgono lavori attinenti proprio per avere una maggiore facilità di contatto e relazione. Da questo punto di vista bisogna tener presente il rischio relativo all’assistenza sessuale che può risultare un ambito nel quale devotee possono essere legittimati e facilitati al massimo ad accedere alla sfera sessuale.

In chiave preventiva è sicuramente necessario intervenire anche sulle persone con disabilità informando sul fenomeno, ma anche lavorando sul potenziamento dell’autostima e delle capacità relazionali al fine di incrementare il livello di inclusione. Una persona che ha una rete ampia di persone che le vogliono bene e che la stimano, avrà maggiori probabilità di raggiungere il proprio benessere psicosessuale senza dover accettare surrogati che non la soddisfano o peggio la fanno stare male.

È necessario, infine, agevolare la modificazione di schemi relazionali basati su dinamiche di potere e dipendenza, sviluppando la maturità emotiva necessaria ad accettare rapporti alla pari caratterizzati da rispetto, piacere reciproco e… rischio di separazione come capita alle persone che non hanno disabilità.

Riferimenti:

Antidoto per il #bluemonday

open-uri20150422-20810-1e8fhe4_785bc7e0Apprezza tutte le stagioni e i suoi mutamenti;

Organizza il tuo tempo e le tue giornate e non lasciarti condizionare dal volgere del giorno e della sera;

Organizza momenti con i tuoi amici e parenti per stare insieme e divertirti;

Ricordati che il piacere e il divertimento sono importanti: non ti biasimare se hai ecceduto un po’ durante le feste;

Riprendi il lavoro con calma, hai tutto un anno per raggiungere i tuoi obiettivi: pianificalo bene.

 

Workshop: “Pensavo fosse amore e invece era…?”

copertina De Risio AngeliQuando? Lunedì 15 gennaio dalle 10,00 alle 13,00

In cosa consiste? Presentazione del libro “Sesso e disabilità: un’attrazione segreta” di Alfredo De Risio e Stefania Angeli (psicologi – psicoterapeuti) e dibattito a seguire.

Quali argomenti?

  • Devotismo e attrazione feticistica verso la disabilità;
  • Le diverse declinazioni del devotismo;
  • Devotismo: devianza sessuale o perversione?
  • Devotismo sofferenza e abuso;
  • Esiste il vero amore per le persone con disabilità? Come distinguere un’attrazione genuina dalla perversione.

Destinatari: il laboratorio è rivolto a tutti coloro che sono interessati all’argomento per motivi personali o professionali.

Costi:

  • 20 euro per iscrizione singola;
  • 15 euro a testa doppia iscrizione;
  • 10 euro a testa per gruppi di tre o più iscritti.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SCRIVENDO A info@bizzarrilelio.it O 3478468667. MAX 10 PARTECIPANTI.

Ubicazione: Romanina Roma (l’indirizzo preciso verrà fornito al momento della prenotazione)

2° Workshop “Lutto, perdita, memoria e progettualità”

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Immagine tratta dal film “Le parole che non ti ho detto” del 1999

Quando? Lunedì 18 dicembre dalle 10,00 alle 13,00

In cosa consiste? Illustrazione degli aspetti teorici, video, lettura di brani di romanzi, domande e risposte, attivazioni esperienziali per elaborare le emozioni.

Quali argomenti?

  • Elaborazione del lutto: quando è necessario un trattamento e di che tipo?
  • Le fasi dell’elaborazione 1. Negazione/Rifiuto; 2. Rabbia; 3. Negoziazione; 4. Depressione; 5. Accettazione; ad ognuna il suo tempo!
  • Le perdite inattese e traumatiche;
  • Lutti atipici da non sottovalutare;
  • Chiudere le questioni sospese tra rabbia e senso di colpa;
  • Valorizzare il presente prima dell’ultimo saluto;
  • La fine è un nuovo inizio: la progettualità in chi resta.

Destinatari: il laboratorio è rivolto a tutti coloro che sono interessati all’argomento per motivi personali o professionali.

Costi:

  • 20 euro per iscrizione singola;
  • 15 euro a testa doppia iscrizione;
  • 10 euro a testa per gruppi di tre o più iscritti.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA SCRIVENDO A info@bizzarrilelio.it O 3478468667. MAX 10 PARTECIPANTI.

Ubicazione: Romanina Roma (l’indirizzo preciso verrà fornito al momento della prenotazione)

FOREVER YOUNG Bob Dylan
Testo e Traduzione

May God bless and keep you always,
May your wishes all come true,
May you always do for others
And let others do for you.
May you build a ladder to the stars
And climb on every rung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May you grow up to be righteous,
May you grow up to be true,
May you always know the truth
And see the lights surrounding you.
May you always be courageous,
Stand upright and be strong,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young.

May your hands always be busy,
May your feet always be swift,
May you have a strong foundation
When the winds of changes shift.
May your heart always be joyful,
May your song always be sung,
May you stay forever young,
Forever young, forever young,
May you stay forever young

Possa Dio benedirti e proteggerti sempre
possano tutti i tuoi desideri diventare realtà
possa tu sempre fare qualcosa per gli altri
e lasciare che gli altri facciano qualcosa per te
possa tu costruire una scala verso le stelle
e salirne ogni gradino
possa tu restare per sempre giovane
per sempre giovane per sempre giovane
possa tu restare per sempre giovane

Possa tu crescere per essere giusto
possa tu crescere per essere sincero
possa tu conoscere sempre la verità
e vedere le luci che ti circondano
possa tu essere sempre coraggioso
stare eretto e forte
e possa tu restare per sempre giovane
per sempre giovane per sempre giovane
possa tu restare per sempre giovane

Possano le tue mani essere sempre occupate
possa il tuo piede essere sempre svelto
possa tu avere delle forti fondamenta
quando i venti del cambiamento soffiano
possa il tuo cuore essere sempre gioioso
possa la tua canzone essere sempre cantata
possa tu restare per sempre giovane
per sempre giovane per sempre giovane
possa tu restare per sempre giovane

16enne affetta da Osteogenesi Imperfetta brutalmente picchiata.

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Nella cittadina di Warren nel Michigan una ragazza, Deszirae Jenkins, di 16 anni affetta da Osteogenesi Imperfetta è stata aggredita, secondo i familiari da 2 coetanei che conosceva e che sapevano della sua particolare condizione fisica. L’Osteogenesi  Imperfetta è una patologia che comporta fragilità ossea superiore alla norma: la ragazza, colpita con un mattone sul volto e su altre parti del corpo, ha riportato numerose fratture e i medici del Children’s Hospital of Michigan stanno valutando eventuali danni neurologici.

Se fosse confermato che gli aggressori erano a conoscenza della fragilità ossea di Deszirae, risulterebbe sconcertante dal punto di vista umano l’accaduto e aggraverebbe, sotto il profilo giuridico, la loro posizione.

La notizia, diffusa inizialmente dall’emittente WXYZ di Detroit, si è propagata in tutta la comunità OI a livello statunitense ed internazionale tramite il gruppo Facebook della Osteogenesis Imperfecta Foundation, raccogliendo centinaia di messaggi di supporto morale e di solidarietà, nonché lanciando una raccolta fondi per sostenere la sua tutela legale.

In considerazione del fatto che molto spesso la società americana, nel bene e nel male, anticipa le tendenze di quella italiana e alla luce delle recenti vicende di minacce ed insulti rivolti sul web a donne disabili o dell’atto di vandalismo del 31 ottobre scorso, caratterizzato in senso nazifascista sul pulmino dell’ANFASS di Mestre, la tragica vicenda di Deszirae ha una forte attinenza con la realtà nostrana e deve fungere da monito per far elevare il livello di allerta al fine di prevenire un’escalation di violenza dal livello cyber-psicologico a quello fisico.

Tutti questi episodi di violenza hanno moventi non ancora esplicitati tuttavia è possibile azzardare l’interpretazione secondo la quale l’intolleranza è una risposta alla ricerca di inclusione sociale e al volere vivere normalmente aldilà degli stereotipi che vorrebbero la persona con disabilità emarginata, triste e remissiva. Socializzare, flirtare con persone non disabili, gioire della vita, impegnarsi nelle attività culturali e sociali, ambire al successo professionale e alla realizzazione anche come genitori, pur essendo tutti diritti sanciti dalla Convenzione ONU (che peraltro gli Stati Uniti non hanno ancora ratificato), vengono vissuti da molti come comportamenti inappropriati per una persona con disabilità e scatena sentimenti di rabbia che sfociano in veri e propri atti di violenza.

La prevenzione sta nel ribadire i diritti delle persone con disabilità e di tutti/e!