Amore nello spettro


Non sempre sono consapevoli di cosa sia l’amore. A volte ne hanno un’idea astratta, tratta dai film, e sono convinti che quando l’amore arriverà, quando scoccherà la scintilla, sentiranno le classiche farfalle nello stomaco. Hanno un’idea un po’ stereotipata anche del partner che sognano di trovare, “Alto,  muscoloso e ricco”, ma di una cosa sono autenticamente convinti: deve condividere i loro stessi hobby, i loro stessi interessi.
Sono giovani uomini e giovani donne che hanno un disturbo dello spettro autistico, intervistati sull’amore ed inseriti in un programma per acquisire competenze relazionali al fine di cimentarsi nella ricerca di un partner.
Non sempre finisce bene e non di rado c’è una certa sofferenza che accompagna i primi ed un po’ impacciati tentativi. Il lavoro da fare è tanto: ci sono gli script relazionali da imparare: alzarsi in piedi, andare incontro alla ragazza, presentarsi e porgere loro la sedia per farle accompagnare. Bisogna poi acquisire la capacità di conversare in maniera dialettica, fifty-fifty, saper leggere il comportamento non-verbale per costruire una teoria della mente dell’altro… il che si sa, per una persona che ha un disturbo dello spettro autistico, non è una cosa propriamente facile.
Tuttavia, la determinazione è tanta e la capacità di emozionarsi ed esserne consapevoli è sorprendente, al di là di ogni preconcetto riguardo chi ha questa particolare configurazione neurologica.

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