Il terrorismo si nutre di violenza e razzismo.

20994019_10210951006112601_3677834997931767958_nChi pensa che nel nostro Paese ci sono troppi immigrati e questo determina criminalità, degrado e rischio terrorismo, dovrebbe riflettere sul fatto che la migliore forma di controllo sociale, sicurezza ed armonia è determinata dal dare risposte ai bisogni delle PERSONE. Persone appunto non merci, né bestie, persone che da 4 anni, con fatica si sono integrate nella comunità, mandano i loro bimbi a scuola (sarà questo uno dei problemi?).

La violenza con la quale è stata sradicata una piccola comunità di persone che hanno ottenuto protezione ed accoglienza da parte dello Sprar (sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati gestito dagli enti locali con fondi del Viminale) racconta la storia di uno Stato nel quale tutte le regole stanno saltando e si sta spalancando un baratro tra la società e le istituzioni.

E’ proprio nelle comunità avulse dal contesto sociale e abbandonate a loro stesse, in cui è venuto meno ogni senso di appartenenza verso il Paese ospitante, che le organizzazioni terroristiche e criminali possono trovare  base logistica o reclutare persone cariche di rancore per le persecuzioni subite.

Se l’intento dello sgombero era quello di allontanare un pericolo da obiettivi sensibili (CSM e redazione romana de “Ilsole24ore”) vale la pena ricordare che l’attentato di Barcellona era stato preparato a 100 chilometri di distanza. Poco tempo prima nell’immobile di via Curtatone le forze dell’Ordine erano entrate per arrestare 12 persone sospettate di essere scafisti: non per questo c’era stata opposizione da parte degli occupanti.

Le proposte che sarebbero state rifiutate dagli occupanti…

E’ stato detto che lo sgombero si è reso necessario perché gli occupanti continuavano a rifiutare le soluzioni proposte dal proprietario e dal Comune di Roma. Secondo “Ilsole24ore” la società a cui era stato affittato dalla Idea Fimit  lo stabile, la Sea Servizi Avanzati s.r.l., si sarebbe impegnata a garantire alloggi alle 80 persone in condizione di fragilità (bambini, anziani non autosufficienti e disabili), ma dalle pagine de “Il fatto quotidiano” la notizia è smentita. Inoltre la soluzione sarebbe stata solo per 6 mesi senza alcuna garanzia per il dopo. Tra l’altro, visto che gli alloggi si troverebbero nel reatino, si possono già immaginare le polemiche e le proteste che sarebbero scoppiate se fossero stati ospitati i profughi piuttosto che i terremotati del centro Italia: in tutta probabilità si sarebbe reso necessario un altro trasferimento prima dello scadere dei 6 mesi.

Le persone che dormivano in strada e che ieri sono state sgomberate si ipotizza possano essere “ospitate” in due strutture una Torre Maura e una a Boccea: praticamente una comunità dilaniata. Ad ogni modo ad oggi non è dato sapere dove siano attualmente detenute le persone sgomberate ieri, bambini compresi portati in Questura.

Riferimenti

Migranti accampati in piazza a Roma, vertice in Prefettura: offerti alloggi a famiglie con minori e anziani

Roma, sgomberato palazzo con 500 migranti: si accampano in strada in attesa di soluzioni. Unhcr: “Preoccupati”

 

 

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Servizio di Consulenza Psicologica per italiani all’estero

aeroplanoA chi è rivolto?

Secondo il rapporto Migrantes gli italiani che vivono all’estero sono quasi 5 milioni con un incremento solo nel 2015 di 107 mila iscritti nell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire).

Principalmente a lasciare il Paese di origine sono giovani e adulti in età lavorativa alla ricerca di un’occupazione più gratificante, ma ci sono anche tanti bambini e, in misura, minore anziani che scelgono residenze più tranquille ed economiche per godersi l’agognata pensione.

Perché richiedere un sostegno psicologico?

Quale che sia la ragione che spinge i nostri concittadini a lasciare l’Italia, che sia stata una scelta volontaria o forzata, quali che siano le condizioni della nuova collocazione, esistono svariati fattori che possono far insorgere un sottile senso di disagio psicologico a cui prestare attenzione per evitare evoluzioni in senso patologico:

  • la lontananza fisica dagli affetti (genitori, fratelli, amici e partner);
  • le difficoltà relazionali derivanti in alcuni casi dalla non condivisione della scelta di partire;
  • il drastico cambio di abitudini, punti di riferimento, sapori e odori tipici del luogo di provenienza;
  • le difficoltà di costruire relazioni nuove e di trovare una comunità di riferimento;
  • le differenze culturali che possono comportare difficoltà di comprensione più profonda.

Per tutti questi motivi si stanno diffondendo servizi di consulenza psicologica in video-chat per supportare nel momento del disagio e orientare verso la costruzione di nuove relazioni e/o ricercare modalità a distanza di conservazione di quelle originarie.

Perché richiedere un sostegno psicologico a distanza?

A volte non è facile trovare uno psicologo nel territorio del Paese ospitante che parla italiano e le difficoltà di lingua, oltre che di cultura, possono essere un ostacolo molto difficile da superare per avere un trattamento efficace.

Come funziona? 

Per usufruire del servizio è necessario disporre:

  1. di una buona connessione ADSL FLAT (NON A CONSUMO) PROTETTA;
  2. di un luogo riservato dove parlare liberamente senza intromissioni;
  3. di un account su piattaforme per videochat quali Skype o Facebook.

Se si hanno questi requisiti è possibile fare richiesta contattandomi ai seguenti recapiti: Tel.: +393478468667 –  email: info@bizzarrilelio. Whatsapp: 3478468667 – Skype: lelio.bizzarri. Dopo un breve colloquio gratuito di conoscenza si fisserà il primo incontro di consulenza vera e propria di 1 ora. 

Per conoscermi un po’ meglio prima di contattarmi puoi:

  1. verificare la mia iscrizione all’Ordine degli psicologi del Lazio;
  2. verificare l’assenza di procedimenti disciplinari a mio carico pregressi o in corso;
  3. visitare il resto del mio sito;
  4. visitare il mio profilo Facebook;
  5. visitare il mio profilo LinkedIn;

N. B. La videochat è totalmente riservata in quanto sfrutta la connessione protetta ed è garantita l’intimità del setting. 

Costi è modalità di pagamento?

Il costo è di 35,00 euro per ogni sessione di 1 ora. Il pagamento può avvenire tramite Conto Paypal o carta di credito senza costi aggiuntivi.

Cosa non è?

Non è un servizio di psicodiagnosi e non è un servizio di psicoterapia. Considerato che il decalogo del CNOP circa le modalità più corrette per l’erogazione di servizi psicologici a distanza, raccomanda sempre una conoscenza pregressa in presenza per i servizi di psicoterapia e psicodiagnosi, non posso prendere in carico persone che hanno già in atto processi psicopatologici diagnosticabili secondo i criteri del DSM V. Laddove ravvisassi segni che possano far ipotizzare una patologia in atto, il servizio di consulenza sarà finalizzato unicamente all’orientamento verso un servizio di psicodiagnosi e psicoterapia sul territorio di appartenenza.